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In viaggio con il "Tir della Speranza"

 - Comitato Padova Est 36 Immagini

Siamo due studenti universitari del gruppo scout di Noventa Padovana.

Innanzi tutto vorremmo ringraziare il Comitato “Aiutiamoli a vivere” di Noventa per averci invitato a partecipare alla distribuzione di aiuti umanitari in alcuni Istituti della Bielorussia con il Progetto annuale “Tir della speranza”della Fondazione Aiutiamoli a vivere di Terni, permettendoci così di scoprire nuove realtà e di immergerci più a fondo nel mondo del volontariato.

Siamo partiti il 28 settembre dall’aeroporto di Orio al Serio con una quarantina di volontari, tra cui anche 8 clown, con i quali avremmo trascorso l’intera settimana, e abbiamo subito notato che l’età media era decisamente più alta della nostra.

La giornata tipo era scandita dalla visita in media a due Istituti, dove dapprima aiutavamo a scaricare il tir e, in un secondo momento, venivamo accompagnati dal direttore alla scoperta della struttura; successivamente i clown, coadiuvati da noi due e da un nostro coetaneo, si esibivano in una performance calibrata a seconda delle diverse situazioni ed età che incontravamo.

Durante il viaggio, abbiamo riscontrato una grande disponibilità al dialogo da parte dei volontari, in particolar modo degli organizzatori che hanno avuto la pazienza di raccontarci la storia della Fondazione. Sin dall’inizio siamo stati colpiti dal fiorente sviluppo delle città che contrastava molto con la situazione delle periferie e dei villaggi, dove si potevano frequentemente vedere carri trainati da cavalli e casupole tenute con cura, ma dalle quali traspariva la povertà di quelle zone.

Sia camminando per le strade che frequentando gli Istituti, la nostra maggiore difficoltà era dovuta all’incomunicabilità, in quanto noi non conosciamo la lingua bielorussa e i nostri ospiti non conoscono altre lingue oltre alla loro; questo muro linguistico ha generato purtroppo una certa freddezza nei rapporti.

Parlando con i volontari di maggiore esperienza, è emerso come in Bielorussia sia praticamente inesistente il mondo del volontariato, il che rende difficile la realizzazione di determinati Progetti di sviluppo della Fondazione.

Il viaggio è stato emotivamente molto intenso e ricco di stimoli; in particolare abbiamo deciso di inserirci nell’allegro mondo dei clown dopo aver visto come, durante gli spettacoli, i bambini fossero rinfrancati e felici di quella colorata presenza.

Questa esperienza ci ha aperto gli occhi verso altre realtà, scatenando in noi la voglia di partecipare ad altri progetti simili.

 

Diario di viaggio

Primo giorno-28/09/2013 

Siamo partiti alle 20 dall’aeroporto di Orio Al Serio e dopo due ore eravamo già a Varsavia. Da lì con autobus abbiamo coperto gli 80 Km che rimanevano per arrivare a Minsk-Mazovienski dove abbiamo pernottato in un confortevole hotel fuori città. La temperatura si aggirava intorno ai 3 gradi. Fin dall’inizio del viaggio ci siamo resi conto che l’inglese non sarebbe servito a nulla ma che tutt’altro sarebbe stato per il linguaggio dei segni.

Secondo giorno-29/09

La mattina è cominciata con una gustosa colazione salata. Solo una volta alzati da tavola siamo stati messi al corrente di quei problemi burocratici legati ad un limite massimo di ore di guida previste per l’autista che ha fatto spostare l’orario di partenza dalle 7 alle 9 del mattino. A questo ritardo si è aggiunta una forzata sosta di due ore in dogana, e finalmente siamo arrivati a Molchad dopo 490 km di un interminabile viaggio.

A Molchad c’è una scuola sanatorio: un centro importante anche per lo smistamento dei pacchi arrivati con i tir italiani e presi in carico da quelli bielorussi.

Il ritardo con il quale è cominciato il nostro viaggio, ha avuto ripercussioni sullo svolgimento dell’intera giornata; nell’Istituto era previsto uno spettacolo con i clown e una visita ma, vista l’ora tarda, quest’ultima è stata annullata.

La sera abbiamo pernottato a Lida.

Terzo giorno-30/09

La terza tappa ci vede diretti a Ivie, presso un Istituto che da scuola internat è stato trasformato in centro polivalente con asilo e centro diurno per disabili.

Qui è stato verificato che il lavoro fatto negli anni scorsi con le “vacanze lavoro” avesse dato i suoi frutti e che il denaro utilizzato per ristrutturare un’ala dell’edificio non fosse stato sprecato: una verifica che ha fortunatamente dato esito positivo!

A Molodechno, seconda tappa del giorno, grazie agli aiuti di vari Comitati, è stata acquistata una stampante braille, necessaria in un Istituto indicato per la cura e riabilitazione di bambini con problemi di vista.

Abbiamo avuto modo di scoprire una struttura all’avanguardia e vicina alle necessità dei ragazzi.

Dopo lo spettacolo e la cena in Istituto, ci siamo diretti all’albergo.

Quarto giorno-01/10 

La prima visita del giorno è programmata in un orfanotrofio di Minsk; là avremmo dovuto iniziare la nostra esperienza con i clown ma, dal momento che i bambini si trovavano a scuola, lo spettacolo è stato annullato. Per fortuna i pranzi offerti dalla nostra cambusa erano sempre ottimi.

A Kamenka, una scuola internat per ritardati mentali, siamo stati accolti con la cerimonia del pane e sale, una tradizione bielorussa. In quel luogo, grazie anche agli aiuti ricevuti dalle “vacanze lavoro”, sono state realizzate due serre che permettono una parziale autosufficienza della struttura. 

Quinto giorno-02/10

La mattinata è iniziata con la visita ad un Istituto di Rogaciov frequentato da bambini e ragazzi con gravi problematiche mentali e fisiche. In quella struttura abbiamo assistito ad uno spettacolo realizzato da ragazzi e insegnanti. L’Istituto è abbastanza grande e, guardandoci intorno, abbiamo potuto notare come la temperatura interna vari di qualche grado fra l’ala protetta dal freddo ancora da vecchi infissi e quella dove sono stati sistemati quelli nuovi in pvc.

Il pomeriggio ci siamo diretti a Moghilev, in un Istituto per ragazzi affetti da scoliosi; i casi più gravi seguivano le lezioni distesi a pancia giù su dei lettoni in modo da non sforzare la schiena.

In questa struttura abbiamo notato come i bagni siano relegati in cantina, veri tuguri dove l’umidità la fa da padrona, con un igiene che lascia molto a desiderare e senza la possibilità di avere l’acqua calda.

Sesto giorno-03/10

Nella mattinata siamo stati a Dribin, nella regione di Moghilev, una delle più povere della Bielorussia.

Abbiamo scaricato i pacchi dal tir in un centro sociale che lavora con persone affette da alcolismo.

In seguito abbiamo visitato una scuola gemellata con una del territorio del Comitato di Brenta-Saccisica dove abbiamo presentato il nostro spettacolo prima di rientrare al vicino centro sociale per consumare il pasto.

Il pomeriggio è stata la volta di un centro diurno per disabili a Orsha, dove è presente una targa in ricordo di un volontario deceduto. In questa struttura c’è una palestra con attrezzi per disabili e un percorso esterno nel quale ogni pianta ha un senso e rappresenta il viaggio della vita.

Settimo giorno-04/10

La giornata è iniziata a Vitebsk, in una casa del fanciullo che ospita bambini da 0 a 5 anni con gravi problemi fisici e cerebrali, quali malformazioni, encefaliti ed altro.

Dopo lo scarico del TIR e lo spettacolo dei clown, solo le persone sane e munite di mascherina avevano la possibilità di visitare il centro.

Nell’istituto abbiamo trovato alcuni “apparecchi” propedeutici alla cura dei bambini, tra i quali la piscina profumata per calmarli, la doccia secca e una piscina grande.

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Gorodok, dove abbiamo solamente scaricato i pacchi in un centro per anziani.

Ottavo giorno-05/10 

Prima di tornare in Italia abbiamo avuto l’occasione di visitare a Senno una scuola fabbrica nella quale i ragazzi imparano attività come falegnameria, sartoria, meccanica, agronomia e informatica, studiando in laboratori con strumentazioni e personale finanziati dalla Fondazione. Un vero e proprio fiore all’occhiello dell’istruzione in Bielorussia, tanto che questo Istituto viene tenuto in osservazione dal Ministero dell’istruzione Bielorussa con l’intenzione di far conoscere e, se possibile, riproporre e realizzare esperimenti simili in altre zone del Paese.

Nel pomeriggio abbiamo visitato a Belynichi una cucina costruita sedici anni fa e tuttora funzionante, dove è stato fatto il primo intervento delle “vacanze lavoro” nella storia della Fondazione e dove, per finire in bellezza, i nostri cambusieri hanno potuto divertirsi a cucinare.